giovedì 20 maggio 2010

Lotto-Falco e la lente che cambiò il Rinascimento


Il celebre dipinto "Marito e moglie" di Lorenzo Lotto, conservato all'Hermitage, sarebbe la "Stele di Rosetta" per svelare l'uso di lenti e specchi da parte di molti maestri del Rinascimento. Questo è ciò che ha affermato Charles Falco in un'intervista rilasciata a LaStampa. Il professore, confermando la teoria che l'ha reso celebre con il pittore Hockney, afferma come guardando l'immagine all'infrarosso si notano molte righe del disegno preparatorio. Queste righe sono state alterate in modo molto preciso seguendo precise leggi ottiche ed è presumibile che il pittore abbia usato una specifica lente, del diametro di circa 25 cm e una lunghezza focale di 50, per visualizzare l'immagine. Poichè la lente era troppo piccola e non copriva tutto il campo, inoltre, ha dovuto rimettere a fuoco l'immagine due volte e ciò spiegherebbe le linee prospettiche iniziali che cambiano, appunto, due volte. probabilmente Lotto ha realizzato l'opera in tempi diversi e forse l'uomo e la donna non hanno mai posato insieme; semplicemente il pittore ha usato la tovaglia come punto di riferimento e ha usato la lente per catturare l'immagine. Vincent Ilardi in Renaissance Vision from Spectacles to Telescopes, del resto, aveva già messo in evidenza un'annotazione che palesava come il pittore avesse comprato a caro prezzo una lente, forse per le proiezioni.


Ciò, naturalmente, non mette in discussione l'assoluta maestria dei pittori rinascimentali ma conferma, ancora una volta, come la tecnica (e naturalmente anche l'ottica) sia la base dei loro capolavori.

La Lente che cambiò il Rinascimento - LaStampa 19 maggio 2010
Questions of Optical Evidence. Discussion between Charles Falco (proponent of optical device hypothesis) and David Stork (criticism).Charles Falco: The Tyranny of the Lens

Contro questa teoria si legga:

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